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In UE Ultimi Passi Decisivi Nella Lotta Contro Il Finning e La Mattanza Degli Squali

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ROMA - Sei anni di mobilitazione di associazioni ambientaliste e cittadini per salvare gli squali da una caccia indiscriminata, rischiano di essere vanificati dal voto del 19 settembre 2012 in Commissione Pesca del Parlamento Europeo, se passeranno gli emendamenti proposti dalla europarlamentare portoghese Maria do Céu Patrão Neves.

I tre membri italiani della Commissione Pesca Antonello Antinoro (UDC), Crescenzio Rivellini (PDL) e Guido Milana (PD) avranno quindi una grande responsabilità: appoggiare le proposte portoghesi che aumentano le scappatoie presenti nell'attuale Regolamento europeo sul finning (l’orrenda pratica che consiste nel tagliare le pinne degli squali rigettando poi in mare la carcassa), oppure introdurre le ulteriori e necessarie limitazioni, come proposto dalla Commissione e come auspicato dalla comunità scientifica, da esperti internazionali e dagli ambientalisti.

La proposta salva-squali della Commissione Ue prevede di eliminare i permessi speciali (attualmente richiesti ormai solo da Spagna e Portogallo – i Paesi europei maggiormente coinvolti e interessati alla pesca agli squali) che consentono di rimuovere le pinne a bordo dei pescherecci e di sbarcare pinne e carcasse separatamente, stabilendo invece che gli squali vengano sbarcati con le pinne “naturalmente” attaccate al corpo.Un metodo questo, peraltro già utilizzato in vari Paesi (tra cui Stati Uniti e Taiwan), che rafforza e semplifica i controlli, il monitoraggio e la raccolta dati sulle popolazioni di squali, una delle specie più minacciate degli oceani a causa della pesca intensiva e del mercato internazionale delle preziose pinne, vendute anche a 500 euro al chilo per soddisfare soprattutto il mercato asiatico, che considera la zuppa di pinne di pescecane una prelibatezza e uno status symbol.

“Ci auguriamo fortemente che la posizione del Rapporteur Patrão Neves, non venga appoggiata dai nostri europarlamentari Antinoro, Rivellini e Milana, perché rappresenta un’indulgenza senza precedenti ai controlli sul finning, facendosi beffa degli impegni presi dall’UE in questi ultimi anni – commenta Serena Maso, coordinatrice di Shark Alliance Italia – L’Italia peraltro ha già preso una precisa posizione in merito, sia al Consiglio europeo dei Ministri, sia attraverso la Risoluzione del 2010 e un cambio di rotta sarebbe inaccettabile e non terrebbe conto delle richieste di migliaia di cittadini italiani e europei che hanno chiaramente espresso la volontà di salvare gli squali dalla mattanza del finning. Terremo le luci puntate sui nostri rappresentanti che ci auguriamo faranno la scelta più giusta votando a favore della Proposta della Commissione”.

Ufficio stampa: alvino.teresa@gmail.com 328.2392433

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